Ruggero Pertile, l’highlander della maratona azzurra

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E’ la gara che da sempre chiude l’Olimpiade. Quella che da sola rappresenta tutta la manifestazione a 5 cerchi. La maratona, ai Giochi, ha un sapore speciale e Ruggero Pertile, 42 anni da poco compiuti, nato a Camposampiero lo sa benissimo.  Lui, di olimpiadi, ne ha già corse due (a Pechino e Londra) ma quella di Rio rappresenta l’occasione di tutta una vita. Pertile arriva alla sfida olimpica forte del quarto posto conquistato all’ultimo campionato mondiale in Cina e di un’esperienza che in pochi posso vantare.

Ruggero Pertile arriva alla corsa quasi per caso. Ad indirizzarlo sono i fratelli maggiori, podisti amatoriali. Per qualche anno alterna gli allenamenti al suo lavoro di banchista-commesso, fino a quando decide che la corsa dev’essere la sua professione.   Alla maratona arriva nel 2009 e da allora ha messo nel suo palmares un argento a squadre ai Mondiali di Parigi, la vittoria alla maratona di Roma 2004 e a quella di casa (la Maratona di S.Antonio) che gli è valsa anche il titolo italiano. Campione europeo a squadre, lo scorso anno a Pechino ha sfiorato il podio mondiale.

A Rio, domenica, cerca la consacrazione, il coronamento di una carriera fatta di lavoro e sudore.

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