Il punto sulla serie B…a cura di Domenico Lazzarotto

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Chiusura 2016 con il botto per le due venete di serie B, in particolare per la matricola Cittadella che con il successo interno (2-1) al  Tombolato con l’Entella è risalita al quinto posto in piene bagarre promozione di un avvincente torneo che vede il Verona (41 punti)  precedere nell’ordine Frosinone (38) e le altre due terribili neopromosse Benevento e Spal  a quota 36. La terza matricola, il Cittadella appunto, di punti ne ha 34; il Vicenza  con 25 punti  è quattordicesimo, fuori dalla zona a rischio.

Un Vicenza redivivo che nell’anticipo di giovedì a La Spezia contro l’ex Di Carlo (nove stagioni in biancorosso con in bacheca una Coppa Italia che rimane il fiore all’occhiello della società berica) , dopo aver scialacquato almeno tre occasionissime, non ultimo quel  palo di Galano che grida ancora vendetta, in superiorità numerica per tre quarti di gara, s’è dovuto accontentare di un pareggio agrodolce così solo  sfiorando il quarto successo consecutivo che l’ha tirato fuori dalle secche dei bassifondi  e dischiuso  una classifica impensabile sino appena un mese fa e che potrebbe farsi davvero interessante. Soprattutto se nel mercato di gennaio patron Alfredo Pastorelli, presidente da maggio, metterà a disposizione di mister Bisoli un attaccante da almeno una decina di gol magari sperando nella definitiva esplosione di Raicevic.

Ma andiamo con ordine.

Precedenza naturalmente alla matricola Cittadella che dopo il pronto ritorno in serie B, dopo appena un anno di purgatorio in Lega Pro, si è presentata nel nuovo palcoscenico con l’autorità di un veterano di lungo corso. Al giro di boa, dopo 21 partite,  la squadra del bravo Venturato, fra applausi ( e chi può dimenticare la manita al capolista Verona) ed elogi,  venerdì sera con l’Entella ha inanellato l’undicesimo successo che catapulta i granata al quinto posto in solitaria addirittura con due punti più del retrocesso Carpi. I due gol su corner di Arrighini e Strizzolo hanno in fretta cancellato le 9 sconfitte di cui quattro sconfitte consecutive esterne (Benevento, Carpi, Cesena e Vicenza nell’ordine) dell’undici  padovano. A questo punto viene da chiedersi: con metà sconfitte dove sarebbero adesso i granata? La risposta è di quelle da far perdere la testa anche al più distaccato degli sportivi: primi e con un gruzzoletto di vantaggio.

A fine dell’andata, dopo un 2016 da protagonista, comunque  il Cittadella, nonostante qualche errore di inesperienza, merita un 8 pieno. Anche perché, contrariamente ad ogni più roseo pronostico, Alfonso e compagni, si ritrovano in piena lotta per una promozione nella massima serie in cui non si intravvedono, fatta eccezione forse per il Verona, che comunque le ha già buscate sia dallo stesso Cittadella che dal Vicenza,  squadre pigliatutto.  Il quinto posto è un bel vedere, non c’è che dire. Soprattutto perché mister Venturato partita dopo partita sta rimodellando la squadra con degli innesti giovani con un interessante bagaglio tecnico. E così dopo il Maniero trequartista ecco contro lo spauracchio Entella il lancio del diciottenne Marco Varnier,  un prodotto del vivaio che a centrocampo non ha fatto rimpiangere l’assenza di un big quale capitan Iori. Ecco perchéla corsa di un  Cittadella con la testa sgombra  potrà ripartire il 21 gennaio contro il Bari dopo l’esaltante ritorno in Laga Pro ma soprattutto la bella cavalcata nell’andata in serie B. Magari diventando la mina vagante di un torneo cadetto senza prime donne.

Ed il Vicenza? Diamogli un 6,5 di incoraggiamento anche perché i perigliosi tornei cadetti degli ultimi anni, eccezion fatta per  quei miracolosi playoff agguantati con Marino due anni orsono, sembrano tutti uguali come i grani di un rosario con il solito avvincente  finale che porta alla salvezza.  Nel 2016 è toccato a Lerda cogliere il sofferto  traguardo con cui ora sta misurandosi anche il subentrato Bisoli. Sarà il massimo traguardo biancorosso anche per il 2017. Sinceramente sino qualche settimana fa sembrava addirittura una scommessa persa. Tre vittorie (di cui i due derby con Verona e Cittadella) consecutive e il pari senza reti con lo Spezia hanno portato punti pesantissimi ed una insperata ventata di ottimismo nel clal biancorosso. Dove può arrivare questa squadra  metà strada fra playoff e playout? Restando con i piedi ben saldi per terra personalmente credo che per questa stagione il massimo obiettivo di questo Vicenza, fra l’altro dopo il tribolato cambio al vertice societario,  resti quello di una tranquilla salvezza magari dando la possibilità a qualche giocatore, ci riferiamo in particolare ad Orlando, Bellomo, Vigorito per non parlare di Raicevic, di dimostrare tutto il loro potenziale. Se si pensa che gente come Gagliardini e Petagna, inseguiti da tutti i maggiori club di serie A, appena due stagioni fa a Vicenza languivano in panchina…

A meno che Pastorelli non decida di rivoluzionare la squadra nel mercato di gennaio  mettendo a disposizione del motivatore Bisoli gente che potrà fare la differenza come i vari Ebagua, Ganz,  Maniero, Budimir o lo stesso Gilardino. Tutti pezzi da novanta che gli 11  soci della finanziaria  Vi.Fin. presieduta da Franchetto difficilmente si strapperanno i vestiti per inseguire nel mercato. Per l’anno che sta per concludersi  il Vicenza ha già evitato il fallimento ed ottenuto la “solita” salvezza che però dovrà essere bissata senza tanti patemi anche nel 2017. Per programmare  voli pindarici ci sarà tempo la prossima estate…

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