Il campione Filippo Tortu si racconta ai ragazzi del liceo

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Filippo Tortu, vicecampione mondiale nei 100 metri under 20, sabato 4 marzo ha incantato gli alunni delle classi prime del liceo “Tito Lucrezio Caro”. A soli 18 anni, il giovanissimo atleta lombardo è già stato definito lo Usain Bolt italiano. “Io corro veloce, ma per me è tutto un caso. Poteva capitare a chiunque di voi”, ha detto alle classi del liceo riunite per l’occasione nella sala Emmaus del Patronato Pio X di Cittadella.

Filippo Tortu ha iniziato a fare atletica a soli sei anni, sull’esempio del fratello maggiore Giacomo, ma tra i due non c’è mai stata competizione. “Fino ad un paio di anni fa, era lui ad andare più veloce. Non pensavo sarei mai riuscito a batterlo, ma dall’anno scorso le cose sono cambiate. Per me rimane il modello più prezioso che ho avuto e che ho ancora oggi”.

A soli 12 anni ha vinto la sua prima gara, il “Ragazzo più veloce di Milano”. Mentre sullo schermo compare il video della manifestazione, Filippo Tortu commenta con un sorriso: “Tra gli atleti che vedete in postazione, io sono quello più basso di 20 centimetri. Per fortuna sono cresciuto un po’ negli ultimi anni, altrimenti sarei stato spacciato!”.

L’umiltà e la simpatia sono i tratti caratterizzanti di Filippo Tortu che, ci tiene a precisare, ha una vita “abbastanza normale”. È uno studente di quinta liceo scientifico che non ama troppo studiare, mangia tantissimo (il suo piatto preferito è la pasta alla carbonara) e, quando la preparazione atletica glielo consente, esce il sabato sera con gli amici e si concede una birra.

A proposito della scuola, si ritiene molto fortunato. “Ho sempre la possibilità di organizzarmi al meglio, concordando un calendario di interrogazioni programmate”. D’altra parte, gli allenamenti di 2-3 ore al giorno non rendono facile lo studio. “Spesso i professori non si rendono conto che noi studenti abbiamo tantissimi interessi, oltre ai libri. Per questo penso che la scuola italiana dovrebbe incentivare i ragazzi a coltivare le proprie passioni ogni giorno, e non mi riferisco solo allo sport”.

Il suo palmarès vanta numerosi traguardi a livello europeo e internazionale, tanto che ad oggi è ritenuto il miglior velocista a livello italiano. Ha partecipato alle Olimpiadi juniores in Cina nel 2014, a soli 17 anni, accedendo alla finale che non ha mai corso perché un infortunio sulla linea d’arrivo gli ha provocato la frattura di entrambe le braccia. “Malgrado l’incidente, è la gara che in assoluto mi è piaciuta di più perché mi ha permesso di vivere per la prima volta lo spirito olimpico. Chiaramente non poter correre la finale è stato un grande dispiacere, ma ricordo quel periodo con un sorriso”.

Nel 2016 arriva la soddisfazione più grande: nel mese di maggio, durante la decima edizione del Meeting di Gavardo, ha realizzato un nuovo record nei 100m: in finale infatti ha corso in 10″33. In giugno, invece, ha stabilito il nuovo record under 18 dei 200 metri, prima appartenuto all’atleta Andrew Howe, portandolo a 20″92.

Quando in chiusura uno studente gli ha chiesto dei suoi prossimi progetti, Filippo Tortu ha risposto: “Sicuramente tra i miei obiettivi futuri ci sono le Olimpiadi 2020. Per quest’anno intanto parteciperò ai campionati europei a Grosseto e conto di qualificarmi per i mondiali di Londra, in cui Usain Bolt correrà la sua ultima gara”.

Intervista a cura di Paola Martina Regiani

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