Lupe in visita alla Città della Speranza

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Lupe in visita alla Città della Speranza: ieri mattina una folta delegazione Lupebasket, con la squadra quasi al completo, lo staff tecnico e medico e alcuni membri della dirigenza, ha fatto visita al Day Hospital di Oncoematologia Pediatrica di Padova, una eccellenza italiana dove arrivano pazienti da tutto il mondo.

Ad accogliere le Lupe c’era il Prof. Giuseppe Basso, direttore della Clinica. «L’oncoematologia pediatrica è considerata uno dei più grandi successi della medicina degli ultimi decenni – ha spiegato il Prof. Basso, appassionato nonché ex giocatore di pallacanestro – Fino a 35 anni fa, se un bambino si ammalava di tumore le aspettative di vita erano al massimo di sei mesi. Oggi quattro su cinque potranno avere una vita normale, e magari diventare anche loro giocatori o giocatrici di basket. Nella nostra struttura ospitiamo pazienti da zero a diciotto anni, che vediamo conquistarsi giorno per giorno la propria vita per la seconda volta. Sono persone davvero straordinarie».

Le atlete hanno consegnato ai piccoli pazienti diversi regali, intrattenendosi con loro per una visita che ha regalato anche alcuni momenti di sincera commozione. Alcune di loro hanno potuto visitare anche l’interno del reparto, che visita circa 60 bambini ogni giorno.

La mattinata è poi proseguita presso l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, che ospita circa 300 ricercatori e promuove l’attività di ricerca nel campo delle patologie pediatriche. Guidate dalla Dott.ssa Stefania Fochesato, consigliera e già presidente della Fondazione Città della Speranza, e dalla Dott.ssa Angelica Zin, ricercatrice e responsabile della Diagnostica, le Lupe hanno potuto visitare un centro all’avanguardia che è il migliore a livello europeo in ambito pediatrico per le cure di leucemie, tumori epatici e sarcomi.

«Per tutti noi è stata un’esperienza molto bella e illuminante – commenta il presidente giallonero Vittorio Giuriati – La nostra società è gemellata con la Fondazione Città della Speranza ormai da alcuni anni, ma è solo toccando con mano certe realtà che si può capire davvero quanto sia importante tutto ciò che fanno, e quali siano le vere cose importanti della vita».

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