Mattia Cattapan e il sogno di tornare in gara. E dopo aver conosciuto Valentino Rossi…

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Cadere e ripartire, si può. Lo sa benissimo Mattia Cattapan, coinvolto in un incidente nel marzo del 2013 dal quale, anziché fermarsi, è uscito ancor più forte di prima. Trascorsi quattro anni di stop forzato dai motori, racconta a “Cittadella Sport” il suo nuovo progetto.

Classe 1990, abita a Campretto, una frazione di San Martino di Lupari. Dall’età di 15 anni lavora come operaio nell’attività di famiglia fino a quando, il 3 marzo 2013, viene coinvolto in un incidente che gli cambia la vita. Durante una gara motociclistica, Mattia Cattapan si rompe la quarta e la quinta vertebra dorsale, rimanendo paraplegico. “Eppure l’invalidità non mi ha fermato – dichiara con orgoglio – continuo a lavorare in azienda, rivestendo ruoli di ufficio, e nel corso degli anni ho provato tantissimi sport, dalle bocce al tiro con l’arco, ma il mio amore rimangono i motori”.

Per continuare ad inseguire il suo sogno, Mattia Cattapan sta abbattendo tutti i propri limiti, che ritiene “solo costruzioni della mente”. “L’impossibile crea una sfida e questa ti permette di fare cose insperate. Ecco perché quando sono ospite nelle scuole, non dico ai ragazzi di stare attenti, ma di rimboccarsi le maniche, sempre e comunque”. 

Il suo progetto è creare un campionato automobilistico per disabili. “Non lo faccio per me stesso, ma per dimostrare alle persone che, come me, hanno subito un incidente che tornare in gioco è sempre possibile”. A quattro anni dall’incidente, Mattia Cattapan si sta dedicando all’autocross perché per lui “tornare su una moto sarebbe troppo rischioso”.

L’unico ostacolo con il quale si deve scontrare ogni giorno è la mancanza di fondi, ma di sostenitori nel mondo dello sport ne ha molti. Tra le sue conoscenze ci sono Alex Zanardi e Alvaro Dal Farra, ex pilota e oggi manager della “Da Boot FMX”, a Sport e Comunicazione che lo sta sostenendo per la riuscita di questo suo nuovo progetto: “A Sport e Comunicazione dico grazie per il lavoro che fanno e per il sostegno che mi danno costantemente. Ad Alvaro, che mi ha messo in contatto con Alpinestar, sono immensamente grato perché proprio questo nuovo rapporto mi ha permesso di avere tuta, scarpe e guanti per correre. Gli sono immensamente riconoscente anche perché è stato lui a farmi conoscere Valentino e a farmi entrare nei box a Milano. La settimana prossima mi farà guidare una moto con i cingoli”. 

A cura di Paola Martina Regiani

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