Sofia Pierobon vince il premio “VIP 2017” di pallacanestro

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Sofia Pierobon, classe 1995, è la vincitrice del premio “Vip 2017” di pallacanestro della società “San Martino di Lupar”i, tenutosi al Palazzetto dello Sport il 26 marzo. Ogni anno la società premia una giocatrice per squadra, dal minibasket alla serie A, e quest’anno la scelta tra le “BK Giovani Lupe” è ricaduta su Sofia Pierobon. “Il suo motto potrebbe essere: crederci sempre, arrendersi mai, dando tutto sempre, in ogni gara, con grinta e determinazione”. Questa la motivazione per la quale Sofia Pierobon ha ricevuto il premio “Vip 2017”.

La squadra in cui è stata segnalata gioca in serie C ed è allenata dalla sportiva Cinzia Stocco. “Il nome della vincitrice non viene mai detto prima della serata di premiazione, quindi per me è stata una vera sorpresa”, racconta Sofia Pierobon, che sul campo ha il ruolo di guardia. “Gioco a pallacanestro da quando avevo 6 anni e correvo per il campetto del Patronato Pio X di Cittadella. Poi ho continuato a giocare a San Martino di Lupari perché avevano la squadra femminile più vicina a casa mia. Oggi per me la società è come una seconda famiglia”.

Sofia Pierobon ha lo sport nel sangue: è stato suo padre, Sirio Pierobon, a trasmettere l’amore per il basket e ad aiutarla a centrare i primi canestri. “L’ultimo che ho fatto, invece, è stato sabato scorso, una tripla (un tiro dietro la linea da tre). In quella partita ho totalizzato oltre 10 punti”, racconta con orgoglio.

Sofia Pierobon si allena con la serie C delle Lupebasket tre volte a settimana per oltre un’ora e mezza. Il sabato gioca la partita in casa, mentre la domenica segue la squadra in trasferta. “Quest’anno partecipiamo al campionato regionale. Io mi butto ovunque: adoro marcare gli avversari”. Ma il suo pensiero va sempre alle compagne, senza le quali non sarebbe mai riuscita a diventare la giocatrice che è oggi. “Avrei voluto condividere il premio con ognuna di loro perché ciascuna è speciale”, ha detto con un sorriso. “Insieme mi danno la forza di continuare a lottare, in campo e nella vita”.

A cura di Paola Martina Regiani

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