Super Vido regala il derby al Cittadella. Vicenza in Lega Pro

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CITTADELLA 2 – VICENZA 0
Marcatore: 14’ e 52’ Vido

Cittadella (4-3-1-2): Alfonso 7; Salvi 6.5, Scaglia 7 (30′ pt Varnier ng) (15′ st Schenetti ng), Pelagatti 6.5, Pedrelli 6.5; Valzania 6 (1′ st Pasa 6.5), Iori 6.5, Paolucci 6.5; Chiaretti 6.5; Arrighini 6, Vido 8. A disposizione: Paleari, Volpato, Maniero, Bartolomei, Iunco, Strizzolo. All. Venturato. 7
Vicenza (4-3-3): Vigorito 6; Pucino, Adejo 6.5, Esposito 6, D’Elia 6; Signori 5.5 Gucher 5 (9′ st Ebagua 4.5), Bellomo 5 (28′ st Cernigoi ng); Vita 5.5 (13′ st Siega 5), De Luca 5, Orlando 5. A disposizione: Costa, Bianchi, Bogdan, Zaccardo, Zivkov, Rizzo, Giacomelli. All. Torrente 5.5.
Arbitro: Abisso di Palermo. Ammoniti: De Luca, Chiaretti, Adejo, Pucino.
 Note: Spettatori: 5102, di cui 1835 abbonati.

di Domenico Lazzarotto

CITTADELLA – Un gran bel Cittadella, ordinato, preciso ed incisivo, con un gol per tempo dell’énfant prodige Vido, bassanese scuola Milan, ramazza l’atteso derby, riaprendo la corsa ai playoff e cacciando i “cugini” del Vicenza nell’inferno della Lega Pro con una giornata d’anticipo sul loro, viceversa, deludentissimo campionato.
La squadra di Torrente, eccezion fatta per qualche sfuriata d’orgoglio, ammaina bandiera bianca dopo una dozzina di campionati di serie B in cui, eccezion fatta per quei playoff ottenuti tre stagioni orsono sotto la guida di Marino, ha sempre e solo recitato il ruolo della cenerentola. Lo confermano le quattro retrocessioni sul campo poi tramutatesi in “benevoli” ripescaggi per altrui demeriti, negli ultimi dodici tornei fra i cadetti.
Un Vicenza zittito sul campo e che esce a testa bassa contestato anche al Tombolato dal suo pubblico che in tutti questi anni di confusione societaria e calvario sportivo resta l’unico elemento su cui la società potrà fare affidamento per tentare una scalata che al momento sembra ardua per la pochezza tecnica dell’attuale rosa ma anche per le difficoltà economiche di un club che ha sicuramente bisogno di essere rivoltato come un calzino.
E non è detto che non si debba partire anche dalla serie D. Unica consolazione, se così si può chiamare, rimane che anche con un’eventuale vittoria al Tombolato il Vicenza, considerati gli exploit odierni delle concorrenti, si sarebbe salvato…
Ciò non scalfisce nessuno dei meriti della garibaldina formazione di Venturato che ieri ha dimostrato davanti al proprio pubblico come spesso i risultati vanno a braccetto con l’impegno ed il bel gioco ma anche alla serietà della società.
Tanto di cappello a questo Cittadella, un mix di esperienza e sfacciata gioventù che macina calcio in velocità costruendo occasioni da gol a volontà anche nel giorno in cui lì davanti mancava gente del calibro di Litteri, Strizzolo e Kouame.
Quindi non solo il derby è granata ma anche il futuro dice Cittadella.
Anche in proiezione playoff?
Ma sicuramente grazie anche al concomitante pareggio tra Verona e Carpi (1-1), la sconfitta del Frosinone a Benevento (2-1) e il 2-2 fra Perugia a Latina ridisegnano la classifica, riducendo il divario fra la terza e la quarta a otto punti: Spal 75 (prima e promossa in Serie A nonostante il ko per 2-1 incassato a Terni), Verona 73, Frosinone 71, Cittadella 63, Perugia e Benevento 62. A una giornata dal termine, con gli uomini di Venturato chiamati a chiudere la stagione regolare giovedì a Chiavari, in casa dell’Entella, Iori e compagni possono crederci sul serio.
Le uniche note di rammarico di un pomeriggio da ricordare restano legate agli infortuni di Scaglia (distorsione alla caviglia), Varnier (pedata in faccia da Ebagua) e Bartolomei (che si ferma in fase di riscaldamento): per la stellina Vido è l’ultima partita in granata in quanto ora si aggregherà alla nazionale under 20 in partenza per i Mondiali in Corea del Sud. Proprio l’ex Primavera del Milan ha firmato la sua seconda doppietta consecutiva dopo quella di Pisa, stavolta con il destro, prima sfruttando l’assist rasoterra di Valzania (al 13′) poi quello con il contagiri offertogli dall’ottimo Paolucci, che aveva rubato palla a D’Elia (al 7′ della ripresa). Prima e nel mezzo, numerose occasioni da gol, in un derby aperto da quella clamorosa avuta da Arrighini, che ha concluso a lato dopo aver scartato anche il portiere.

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