Marchetti tuona: “Si rispettino le regole”. E contro il Bari si scaglia il presidente della Pro Vercelli

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E’uno scherzo del destino o comunque un’occasione ghiottissima. Il Cittadella a Bari, lo scorso 20 ottobre, aveva giocato la peggior partita di tutto il campionato. Un ko violento, per 4-2, con le reti di Improta, Galano e la doppietta di Basha a regolare un Citta passato addirittura in vantaggio con Salvi e poi travolto, prima del secondo e inutile goal di Pasa. Un poker che lanciò il Bari dalla nona alla quarta posizione e che costrinse il Cittadella ad un mea culpa immediato. Troppo brutta in quell’occasione la squadra granata, che alla decima giornata doveva trovare ancora un’identità ma che proprio contro il Bari, ora, avrà l’occasione di riscattarsi.

Sabato alle 18 si giocherà probabilmente al San Nicola perché sembra che a nulla serviranno le rimostranze del DG Marchetti sul caso Bari. La società pugliese, in caso di penalità, si vedrà togliere i punti nel prossimo campionato, circostanza questa che ha mandato su tutte le furie il club granata che ha chiesto che la giustizia arrivi ad una decisione prima di sabato; in caso di penalizzazione infatti il Bari si vedrebbe scavalcato proprio dal Cittadella e di conseguenza la partita di sabato di giocherebbe al Tombolato, e non al San Nicola.

Tifosi pugliesi che sui social non si sono risparmiati nel criticare anche aspramente l’azione del Cittadella, con lo stesso club che attraverso un comunicato ha fatto sapere di non essere d’accordo con quanto attuato da Marchetti. Ma a tuonare contro il Bari, è oggi il presidente della Pro Vercelli che ne ha anche per il Foggia, a sottolineare che la “crociata pro regolamento” del Citta non è sentita solo dai granata, ma è un qualcosa che coinvolge anche numerosi altri club: “Per rimanere nel calcio a questo livello servono i bilanci in equilibrio fino ad un certo punto. Questo campionato è falsato, penso ai deferimenti in atto di Foggia e Bari – spiega Massimo Secondo, presidente della Pro Vercelli intenzionato oggi a dimettersi – ma ci sono altre società con 50 milioni di debito consolidato. Noi chiuderemo un altro bilancio in equilibrio, abbiamo sempre ripianato le perdite”.

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