Tobia Vendrame dalla Francia: “Amo Rethel, ma Cittadella mi è rimasta nel cuore”

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Tobia Vendrame. Lo scorso anno a Cittadella ha contribuito in maniera determinante a portare il più avanti possibile la formazione granata. Un’annata la sua, vissuta in maniera dinamica, con un finale inaspettato e sfide in maglia azzurra che l’hanno consacrato, qualora ce ne fosse il bisogno, la più bella realtà dell’hockey inline italiano. Da questa stagione però Tobia ha scelto di volare oltre confine e approdare in Francia, ai Les Diables Rethel, squadra campione d’Europa e team di riferimento a livello continentale. Ed è proprio lui a parlarci di questi primi mesi con la sua nuova maglia.

Tobia, innanzitutto come sta andando il campionato?

Beh, direi che sta andando bene. Siamo al primo posto con otto vittorie in altrettante partite, 24 punti e la prima delle inseguitrici, il Grenoble, che con una partita in meno è a 18 punti, sei in meno di noi.

Tobia, allora, come sei stato accolto in Francia e quali erano le tue aspettative per questa nuova avventura lontano dall’Italia?

In Francia sono stato accolto benissimo, le persone attorno al club sono splendide, per non parlare dei giocatori. Sono persone serie che hanno molta voglia di fare quindi di conseguenza l’ambiente è molto bello. Non mi ero creato molte aspettative, ero e sono tuttora entusiasta di avere l’opportunità di giocare con gente così forte e questo per me è ciò che conta.

Dal punto di vista sportivo, l’hockey in Francia è a un livello superiore rispetto all’Italia. Dove credi di essere migliorato in questi mesi, e dove invece speri di crescere ulteriormente?

Non credo di essere migliorato molto, spero però di riuscire ad arrivare a fine stagione con un po’ di “esperienza” in più e magari riuscire a prendere le decisioni migliori per ogni situazione di gioco. Come prima cosa però spero di migliorare per dare il mio contributo alla squadra.

Quali le difficoltà principali avute in questo nuovo campionato?

Penso che l’aspetto che più differenzia la Francia dal campionato italiano sia la velocità. Quasi tutte le squadre pressano molto, e se non lo fanno sono tutti molto organizzati difensivamente. Sono tutte partite difficili e questa cosa ti fa essere carico ogni sabato.

E quali sono stati gli aspetti più difficili, per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, dell’ambientamento in Francia?

La difficoltà più grande è quella di comunicare con le persone che non conoscono molto l’Inglese, ma per quello mi affido a Jean Baptiste che mi fa da traduttore “Italiano-Francese”. Mi sento molto fortunato, JB è una persona da conoscere. Sempre disponibile e simpaticissimo, il migliore.

Come trascorri le tue giornate e ogni quanto torni in Italia?

Le giornate sono più o meno tutte uguali, passiamo dalla palestra allo stilmat tutti i giorni della settimana, eccetto alcune volte. Non tutto è obbligatorio, ma normalmente facciamo 2/3 allenamenti (pista/secco) al giorno.
Nel resto del tempo cerco di studiare la lingua francese, sperimentare nuovi piatti di cucina da riportare a casa, oppure dedico del tempo a leggere dei libri.
Cerco di tenermi il più occupato possibile, se proprio non abbiamo niente da fare sfido Natan alla PlayStation, ma perdo sempre quindi non è divertente (😂). A volte si aggiungono anche altri compagni (Chamrád, Brabec, JB) e allora la sfida si fa più interessante (😂). Cerco di tornare in Italia una volta ogni mese e mezzo circa, ma dipende sempre dagli impegni della settimana.

L’esperienza francese è un qualcosa che potrebbe chiudersi in un anno, o per te questo è stato un trampolino di lancio che speri ti possa tenere in Francia, e nei massimi campionati stranieri, per molte stagioni?

Domanda difficile, egoisticamente parlando mi piacerebbe continuare a vivere un’esperienza da vero e proprio professionista, dove dedichi tutta la tua giornata a ciò che ami fare, e poi mi sono innamorato di Rethel. Ma so anche che nella vita ci sono altre priorità. In ogni caso prima di tutto, bisognerebbe vedere se Rethel mi vorrà in futuro e per ora non mi sento ancora all’altezza di questa squadra. Devo crescere, e mi sto impegnando per questo.

Cosa ti manca di Cittadella e degli anni in maglia granata? Hai tenuto i contatti con qualche tuo ex compagno?

Del Cittadella mi manca lo spogliatoio, era sempre divertente giocare con loro, sono un vero e proprio gruppo di amici a cui auguro il meglio. Ogni tanto scambio dei messaggi con alcuni di loro, soprattutto Facchinetti. Invece sono sempre in contatto con Vaglieri e Sica e sento anche dei grandi ex della squadra come Spain e Dal Ben.

Segui il campionato italiano? Cosa ne pensi, ora che sei “distante”?

Sto seguendo i risultati e quando ne ho l’opportunità guardo qualche partita del Cittadella.  Penso che Vicenza e Milano siano uno scalino sopra tutte le altre e per il resto delle squadre ci sia un buon equilibrio e questo è buono per il movimento. Spero tanto che con l’avanzare degli anni il livello si alzi, magari inserendo qualche straniero in più.

Milano sta dominando anche in questo nuovo campionato. Dal tuo punto di vista, quali sono i punti di forza dei lombardi, che li rende da anni imbattibili?

Milano negli ultimi anni ha sicuramente dominato grazie ai bravi giocatori che ha a disposizione, ha una squadra omogenea, sono dei gran pattinatori e sanno giocare a roller. In ogni caso non è facile rimanere sempre con la concentrazione e la voglia di vincere che hanno loro per così tanti anni di fila, e quindi credo che su questo (come in tante altre cose) ci sia l’impeccabile lavoro di Coach Rigoni, che sa come preparare una squadra per le partite che contano. Penso siano un mix di cose che fanno si che Milano rimanga (in questi anni) la squadra da battere.

Un messaggio speciale per i tuoi ex tifosi a Cittadella?

Spero un giorno di avere la possibilità di ri indossare la maglia granata perché è stata un’esperienza fantastica attorno ad una cornice fantastica! Auguro un 2019 pieno di gioia a tutto il Cittadella hockey.
Un grosso saluto a tutti!

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