Mea culpa Citta! E ora dimenticare subito il ko con il Cosenza per tornare in alto!

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Un inizio fulmineo, con grinta e rapidità. Un resto di primo tempo a controllare la partita e una seconda frazione nella quale, subìto il primo goal, il Citta si è smarrito.

Intendiamoci, non è stato uno smarrimento costante. Ma una serie di amnesie e imprecisioni, 3 o 4 almeno, che hanno aperto le porte al vantaggio e al tris del Cosenza, facendo sembrare la squadra di Braglia quella che nella prima frazione non era sembrata nemmeno la lontana parente di una compagine calcistica, eccezion fatta per una buona girata in area respinta con un grande riflesso da Paleari.

Ieri sera al Tombolato si è rivisto qualche fantasma reduce dalle prime due sfide contro Spezia e Benevento. Niente di preoccupante, ma campanelli che in sala stampa hanno fatto ribadire a mister Venturato concetti chiari: “Commettiamo ingenuità gravi e sono quelle che ci penalizzano e che non dobbiamo più commettere se vogliamo ambire a risultati importanti – ha detto il tecnico – non parlo degli arbitri, dobbiamo semplicemente stare più attenti e giocare come sappiamo per tutti i novanta e più minuti”. 

Degli arbitri parliamo noi. Ieri sera il terzo goal del Cosenza è partito da un fallo non fischiato a Vita. Citta che in quell’occasione però è parso in ritardo nel rincorrere il portatore di palla che ha poi messo il pallone in avanti per costruire l’azione del goal. Detto questo, il rigore per fallo di mano di Benedetti con i nuovi regolamenti c’era. Dubbio invece quanto accaduto in area del Cosenza con l’atterramento di Diaw. Marchetti: “Non voglio che passi il concetto che abbiamo perso per colpa dell’arbitro – ha ribadito il DG – ma certe cose, se ci sono, vanno fischiate”. 

Il mea culpa in casa granata insomma è stato recitato. Sarà stata la pausa, che ha fatto riaffiorare qualche amnesia come quelle di inizio stagione. Sarà stata la sfiga, tant’è. Adesso testa alta e ricominciare a pedalare perchè Pordenone e Livorno, prossime avversarie granata, non saranno affatto morbide. 

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