Undici ventiduesimi…e anche di più!

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A memoria d’uomo la scelta di mister Venturato di cambiare undici undicesimi del suo Cittadella, tra una partita e l’altra, non ha precedenti nella storia del calcio.

Ci vuole coraggio calcistico. E ci vuole anche un gruppo di giocatori, assemblati al meglio da un DG che sa il fatto suo, disponibili e pronti a mettersi in gioco per la causa granata. Dalla cabina di regia Venturato non molla un attimo i suoi: li incita, li sprona, tiene alto il livello d’attenzione. Primo tempo tenace, poi nel secondo dentro ai varchi vicentini. E per Reggio c’è un bel gruppo di giocatori senza lo stress della doppia partita. Bene così mister Venturato, camaleontico e allenatore che mostra, ancora una volta, di avere ragione. Due squadre diverse in altrettante partite. E due vittorie. Ci si potrebbe giocare addirittura un’amichevole. Da una parte:

Maniero; Ghiringhelli, Perticone, Frare, Donnarumma; Branca, Pavan, Proia, Vita; Tavernelli, Tsadjout.

Dall’altra: Kastrati; Cassandro, Camigliano, Adorni, Benedetti; Awua, Iori, Gargiulo, D’Urso; Cissè, Ogunseye.

Così ieri sera; Kastrati tra i pali ha difeso bene la porta del Cittadella dando sicurezza e permettendo a Maniero, che da casa ha seguito la sfida in videochiamata con Paleari, di recuperare al meglio dopo la positività riscontrata con il tampone rapido.

In difesa stoico Camigliano, ferito alla testa ma in campo senza paura; aveva annullato Diaw; ieri ha annullato gli attaccanti biancorossi. E’stato un piacere ritrovare Adorni, senza sbavature e addirittura con il goal del 2-0 sul quale ha sovrastato l’intera città di Vicenza mettendo alle spalle di Perina. Benedetti a sinistra è una conferma, Cassandro a destra, al posto di Ghiringhelli, una piacevole nota positiva che ancora una volta dà fiducia.

A centrocampo Iori è giocatore solido. Gioca bene, con sicurezza, mettendo in campo le sue qualità e la sua personalità. I vent’anni sono passati, ma alla velocità degli avversari lui contrappone esperienza, impostazioni precise e tenacia da vendere. Gargiulo merita un capitolo a parte per quello che sta facendo, Awua è un innesto che sta crescendo; mostra ancora qualche limite nell’applicazione del gioco “Venturatiano” ma c’è fiducia. D’Urso, meno lezioso e più grintoso, piace.

Davanti Cissè e Ogunseye faticano, ma il loro fare a sportellate per quanto poco appariscente serve per sfiancare la difesa biancorossa e aprire brecce importanti nelle quali la squadra granata si inserisce.

E un plauso a chi è subentrato. Tutto bene? Tanti aspetti che fanno sorridere. Certo, preoccupa il fatto che gli attaccanti di ruolo non hanno ancora trovando confidenza col goal; una questione che dà fastidio innanzitutto a loro stessi. Ma se il gruppo sostiene, allora anche lì davanti l’astinenza, per quanto fastidiosa, può essere presa con meno preoccupazione.

La cosa davvero preoccupante? Le esultanze. Occhio ragazzi, che a suon di schiaffoni violenti a Gargiulo e a tutti coloro che segnano non si arrivi a infortuni seri 🙂 battute a parte! E’bello vedere il Citta esultare e gioire così.

E adesso testa a Reggio!

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