Marchetti: “Per me il mercato può finire anche tra dieci minuti. E su Moncini…”

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Ha parlato anche di calciomercato, ieri sera negli studi di Rigorosamente Cittadella, il DG della formazione granata Stefano Marchetti. Marsura, approdato al Pisa, sembrava essere un obiettivo anche del Cittadella. Il direttore generale granata ha però puntualizzato:

“Sarà un bel mercato perchè non è che devo fare chissà quali grandi cose. Non mi va di andare ad alterare un equilibrio in un gruppo che mi sta dando tanto; la rosa è completa, credo che non andrò a forzare granchè. Poi è chiaro che se nasceranno delle situazioni io sono pronto. Ho i miei obiettivi, ho le mie cose in testa. Però se nascono le cose agirò; come ad esempio se qualche giocatore che non sta giocando chiederà di andar via e ne avrà l’opportunità valuterò se ci sarà il sostituto giusto, ed eventualmente agirò. Ma per come è la situazione attuale, per me il mercato può finire anche nei prossimi dieci minuti”. 

C’è il rischio di ritrovare Moncini come avversario? 

“Non saprei, sarebbe un peccato per Moncini perchè ha fatto tanto per arrivare in serie A; ritrovarsi in B per lui vorrebbe dire fare un passo indietro. Poi è chiaro che se non giochi in serie A e hai ovviamente voglia di giocare, accetti anche la serie B, con proposte economiche che però immagino saranno molto vicine a quelle di serie A. Può essere che ce lo ritroveremo da avversario, vedremo. E in ogni caso ci prepariamo a giocarci contro”. 

E’da escludere un’operazione in stile Ogunseye, in prospettiva?

“Non lo so, bisognerebbe che ci fosse il giocatore che mi stuzzica. Ogunseye io l’avrei preso anche l’anno scorso però avevo un patto con il presidente dell’Olbia, un patto che alla fine ha dato i frutti sperati. Lui voleva provare a salvarsi e Ogunseye in questo è stato decisivo e quindi siam stati tutti contenti. A me ogni tanto piace mettere dentro un giocatore che non è subito al momento indispensabile ma che può avere una prospettiva futura. Lo è stato anche con Diaw. Avevamo Moncini e Finotto, ho preso Diaw perchè ci potesse dare una mano in quell’anno ma soprattutto in proiezione futura perchè sapevo che Moncini non sarebbe rimasto, Finotto si; poi invece è arrivato il Monza, e il Monza compra tutto quello che c’è da comprare”. 

Monza e Cittadella appaiate, con il Citta al quale manca una partita e con un budget decisamente inferiore rispetto a quello dei brianzoli e di molte altre squadre di B. 

“Budget decisamente inferiore, appunto. E allora voglio ribadirlo anche qui. Quello che stiamo facendo da anni qui a Cittadella non è scontato. A volte qualcuno si dimentica di dove eravamo e di quella che è la nostra filosofia; essere protagonisti ancora una volta in serie B, per il Cittadella è un grande risultato e dobbiamo continuare a ricordarcelo. A Cittadella l’obiettivo non è uno soltanto; il signor Angelo (Gabrielli, papà dell’attuale presidente Andrea, ndr) mi ha sempre detto: “Il Cittadella ga da essarghe ancò, doman e dopodoman” (“Il Cittadella deve esserci oggi, domani e dopodomani”). E’una cosa che mi sono scritto e che non dimentico. Non metterò mai a rischio il Cittadella, non farò mai delle cose che possano portare il Cittadella a essere una società in pericolo. Il Cittadella deve essere una società perfetta sotto tutti i punti di vista, soprattutto negli aspetti economici dove non devi mai andare a rischio. Società che son fallite ne ho viste tante, il Cittadella fino a che ci sarò io non fallirà, mai”. 

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